Grande risultato della Lazio Scacchi B che ha vinto il proprio girone sbaragliando tutti gli avversari chiudendo a punteggio pieno con 5 vittorie su altrettante partite: 16 vittorie individuali, 3 patte ed una sola sconfitta, conquistando così la promozione in serie A2.

Questa la classifica finale

Classifica Serie B Girone 9

Pos. Squadra P.ti Sq. P.ti Ind.
1 - Lazio Scacchi B 10 17.5
2 - Teramo Scacchi A 5 11.0
3 - Gli Scatenati Delle Cappelle 5 7.5
4 - Scacchi L’aquila A 4 9.0
5 - Monforte Campobasso 4 7.0
6 - Chieti C 2 7.0

 

questo invece il link dove potete leggere il tabellino delle singole partite http://www.federscacchi.it/str_cis_inc_new.php?gir=10312

Complimenti a tutti i giocatori Desirèe Di Benedetto, Nicola Paglietti, Ugo Montecchi, Simone Bria e Carlo Castelfranchi

Resoconto in parte romanzato di un grande successo e delle avventure del Capitano, di Nicola Paglietti

Primo Turno.  Venerdì pomeriggio.
Nel cuore del primo turno, il prode Capitano Montecchi raggiungeva una favorevole posizione con un simpatico frate, il quale spaventato gli offriva patta.  Ben consapevole del fatto che si può scherzare con i fanti ma bisogna lasciare in pace i santi, il buon Ugo simulava un mal di testa feroce per motivare la squadra, accettava la patta e si ritirava in stanza!A quel punto non potevamo non vincere seppur con stili diversi!  Brillante Simone, che guadagnava pezzi su pezzi, e sacrificava donna e torre per dare matto con due alfieri.  L'avversario non gli concedeva la pubblicazione del capolavoro perdendo banalmente un altro cavallo, ma subito dopo abbandonava!  Desirée con grande calma sviluppava attivamente il proprio alfiere nero in c1 con una lunga spettacolare manovra molto apprezzata dal Maestro Castelfranchi, giunto nel frattempo per portarci acqua e conforto (a me sembrava che l'alfiere nero di Desirée fosse in c1 anche prima di cominciare, ma non smentirei mai Carlo!), e vinceva brillantemente portando la donna bianca in h7 tra gli applausi del folto pubblico.  Da parte mia, a forza di cambiare pezzi, erano rimasti solo pochi pedoni sulla scacchiera, ma grazie al cielo avevo un bruco in e2 supportato da un re in d2 ansioso di trasformarsi in farfalla, ed il mio avversario era costretto ad abbandonare perché i suoi bruchi erano ancora a metà scacchiera. 3,5-0,5.

 

Secondo Turno.  Sabato mattina.
Visto l'effetto benefico del suo lungo sonno, Ugo continuava a riposare per tenersi pronto per le sfide decisive.  E la squadra stimolata dalla sua assenza, andava alla grande.  Io mangiavo un pezzo alla 12° mossa, portando la squadra sull'1-0!  Visto che è così breve, vi riporto la partita, scrivendo il peccato ma non il peccatore, che è comunque un buon Candidato Maestro. 

C.M.  Nicola Paglietti

1. d4 Cf6; 2. Cf3 g6; 3. Af4 Ag7; 4. Cc3 d5; 5. h3 0-0; 6. Dd2 c5; 7. e3 Cc6; 8. Ae2? A prima vista la situazione del Bianco non sembra così grave, in quanto le otto mosse sembrano tutte singolarmente razionali.  Però, come quadro d’insieme, se si mette un pedone in e3, il collegamento tra la Donna in d2 e l’alfiere in f4 ne soffre irrimediabilmente.  8. … Ce4!; 9. Cxe4 dxe4; 10. Cg5 cxd4; 11.0-0-0 Banzai!! All’attacco dei Maestri FIDE … e5; 12. Ah2 Dxg5 … che silenziosi si mangiano i pezzi dei giovani avversari! 0-1   

Carlo Castelfranchi con un pezzo di vantaggio mostrava una tecnica da computer rifiutando di mangiare i pedoni deboli avversari.  Mangiava solo pezzi, e la partita durava cinque ore quando finalmente l'avversario abbandonava avendone Carlo ben due di vantaggio.  Il buon Simone raggiungeva un ottimo finale (vinto secondo le analisi di Nicola ma combattuto secondo Fritz - ma cosa conta Fritz di fronte all'ispirazione? Lo vedremo dopo!), ma sprecava un po' e stava per ripetere la posizione per la terza volta quando squillava all’improvviso il telefonino del suo avversario: 3-0!  Desirée combatteva con i suoi alfieri bianchi, e sembrava in difficoltà, ma con un colpo di coda vinceva brillantemente portandosi sul 4-0.

Terzo Turno.  Sabato pomeriggio.
Ancora buone notizie, grazie all'ispirazione del Capitano Montecchi che raggiungeva vette apicali!! Per motivare la squadra, Ugo sacrificava un pedone in poche mosse, e visto che ciò non ci stimolava abbastanza sacrificava anche la qualità.  Ugo per modestia dopo la partita ci ha detto di aver perso entrambi ma non gli abbiamo ovviamente creduto! 

Non appena Desirée vinceva per prima una partita davvero bella, questa volta con un brillantissima danza dei suoi alfieri neri (che grazie al cielo non usa come ascensori come quelli bianchi che vanno e vengono da c1!!), ho proposto ad Ugo che dormiva il sonno dei giusti di offrire la patta di squadra ai nostri avversari, visto che la sua posizione era senza speranza e Carlo ed io ci battevamo con alterne vicende!!  Fritz dava a posteriori ampiamente ragione alla mia codardia, ma cosa conta la scienza di fronte ai benedetti dal destino!! Ugo si risvegliava di colpo e con decisione ispirata rifiutava sdegnosamente il pareggio di squadra (prontamente accettato dagli avversari) e si lanciava in un terzo sacrificio che portava il suo pedone in c2, ad un passo dalla promozione.  Quel simpaticone del suo avversario, privo di umanità e di amore del bello, gli metteva una torre sulla schiena e se lo mangiava senza colpo ferire: povero bruco!!
Fortunatamente, il coraggio di Ugo stimolava Carlo e me a giocare tutte le mosse migliori in due finali complicati, e magari convinceva anche i nostri avversari a darci un aiutino.  In poche mosse, le posizioni si ribaltavano a nostro vantaggio.  L’avversario di Carlo abbandonava poco prima dell’aggiornamento quando un pedone di Carlo era ormai una regina in pectore.  Il mio avversario cambiava le donne per cercare di mangiare un pedone con decisione tecnica alla quale Fritz dava un -2 secco.  La mia qualità di vantaggio diventava rapidamente decisiva, e dopo aver giocato la 40° mossa, il mio avversario abbandonava.  3-1 e grande passo avanti verso la promozione in Serie A.  I bookmakers cominciavano a rifiutare le scommesse sulla nostra promozione in serie A, data ormai per quasi certa.  

 

Quarto Turno.  Domenica mattina.
Ugo mi concedeva un turno di riposo, che sfruttavo per una dormitina fino alle 8.30.  Con due gemelli di 11 anni, non succedeva da più di dieci anni!!  Arrivato con calma a vedere i compagni di squadra, venivo nuovamente sorpreso dalla strategia di Ugo, che era riuscito a perdere due pedoni in circa dieci mosse.  Salutavo la mamma di Desirée dicendole che era troppo presto per dare un giudizio sulle tre partite giocate: la partita di Ugo era coerente con la strategia vincente del capitano di sacrificarsi per motivare gli altri e quindi era ormai persa.  Dopo una bella passeggiata, una Messa piena di gente come è raro vederne e la lettura di un giornale che stranamente non pubblicava la mia miniatura del giorno prima, tornavo a vedere le partite.  Ugo aveva due torri in meno del suo avversario, ma combatteva con un alfiere fuori gioco: guardo meglio ed ecco apparire la regina di Ugo che si muoveva ai bordi della scacchiera in una danza un po’ buffa.  Cercavo allora la regina del suo avversario, e la vedevo parcheggiata tra i pezzi mangiati.  Non c’era nulla di logico nella posizione, ma era chiaramente vinta per Ugo, grande lottatore di suo ma sicuramente aiutato dal frate del primo turno.  Guardando la partita insieme in analisi, abbiamo visto come l’avversario di Ugo aveva avuto la possibilità di guadagnare due pedoni, ma si era poi fatto irretire dal nostro capitano che con un sacrificio di pezzo un po’ dubbio si portava all’attacco vincendo regina e partita.  Su Simone posso dire poco perché al mio ritorno aveva ormai una posizione stravinta con due pedoni f che si stavano tramutando in due regine.  Anche Carlo vinceva brillantemente contro un giovane avversario che si era permesso di attaccarlo con veemenza, salvo poi scoprire che i suoi buchi strutturali erano diventati autostrade per i pezzi di Carlo.  Desirée sprecava un buon vantaggio e si ritrovava in posizione quasi pari, ma senza perdere fiducia in se stessa tirava un trappolino al suo avversario che si faceva mangiare un pezzo in una posizione di re, torre e alfiere contro re, torre e cavallo.  La fortuna aiuta sempre i più bravi.  4-0.  Vittoria e promozione in Serie A ormai in cassaforte.

 

Quinto Turno.  Domenica pomeriggio.
Perfezionando magistralmente la rotazione dei suoi cinque giocatori che quindi giocavano tutti quattro partite a testa, Ugo presentava una squadra di tutti uomini che si scontrava contro due belle ragazze in seconda e terza scacchiera.  L’ordine del capitano era sempre quello: vittoria o morte! 

Simone in terza scacchiera giocava sostanzialmente alla cieca perché guardava sempre la ragazza ed ignorava i suoi pezzi.  Per fortuna, e non per caso, la ragazza faceva lo stesso!!  Dopo un paio d’ore, Simone con un filo di voce chiedeva l’autorizzazione al capitano Ugo per fare patta.  Ugo guardava i due ragazzi e magnanimamente assentiva: i due sparivano rapidamente ed abbiamo recuperato Simone solo dopo un paio d’ore, che ci ha riferito essere state dedicate a lunghissime e approfondite analisi della sua partita insieme alla sua simpatica avversaria.  Beata gioventù! 

Da parte mia, ingolosito dai punti ELO del mio avversario, mangiavo un pedone e cominciavo un’inutile tarantella ritardando di venti mosse la semplice d5-d4 che Fritz proponeva a posteriori per venti volte di seguito dalla 23° mossa in poi, prima che io mi decidessi finalmente a giocarla alla 44° mossa!  Carlo giocava in maniera prudente in una sala con sempre meno partite in corso.  L’avversario di Carlo offriva la patta che Ugo gli permetteva di accettare con un gesto di grande magnanimità da imperatore romano.  La partita di Ugo era spettacolare: secondo gli spettatori e la nostra prima scacchiera che di finali se ne intende, la fanciulla avversaria era distratta dal fascino del capitano e muoveva la sua torre evitando accuratamente i pedoni deboli di Ugo e le case ritenute utili da Fritz.  Secondo Ugo, la sua strategia aveva anticipato di otto mosse una vittoria da tablebase che mi spiegherà la prossima volta che ci vedremo.   Ai posteri l’ardua sentenza.

Insomma, restavo ultimo a giocare, ma con un finale sempre più vinto: rinunciando a guadagnare il pedone b del mio avversario, portavo il mio re nero in b2 ripetendo una recente manovra di Caruana, con l’effetto che il pedone b del mio avversario impediva gli scacchi di torre al mio re, che proteggeva sereno e tranquillo il mio pedoncino a fino ad un passo dalla casa di promozione!  E lì, sul più bello, finiva il nostro splendido torneo, con una stretta di mano del mio avversario, un quattro a zero personale con un guadagno di punti ELO dopo un quarto di secolo o quasi, un risultato di squadra di 17,5 su 20, la promozione in serie A per la Lazio Scacchi e soprattutto un’armonia di cui dobbiamo essere davvero grati al nostro capitano Ugo, sempre allegro, sorridente ma severissimo ed efficientissimo nel formulare strategie vincenti. 

 

Grazie davvero Ugo, grazie al Presidente Paolo Lenzi e grazie ad una splendida squadra Lazio Scacchi (Desirée Di Benedetto; Nicola Paglietti; Ugo Montecchi; Simone Bria; Carlo Castelfranchi) che torna in serie A tanti anni dopo la brillante vittoria nello spareggio di Castrovillari, che ci portò in Serie A sotto la Presidenza di Ascenzo Lombardi, il quale di sicuro ci avrà guardato felice da lassù, orgoglioso di noi!!

 

Nicola Paglietti.

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AD MAIORA

Umberto Galasso

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